The Books' Whisper

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Calendario dell’Avvento di The Books’ Whisper

Calendario dell’Avvento di The Books’ Whisper

1 Dicembre

I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo di Elif Shafak

Questo libro è stato tra I finalisti del Booker Prize 2019 e secondo il mio parere avrebbe dovuto vincere. La storia è geniale, comincia con l’assassinio di Leila Tequila, una prostituta di Istanbul. Pare che quando il nostro corpo muore il cervello rimanga attivo per circa dieci minuti ed ecco perché Leila riesce a ripercorrere la sua vita e noi veniamo a sapere tutto di lei. Nella seconda e terza parte del libro veniamo a conoscenza degli eventi successivi tramite i suoi cinque amici (anch’essi tutti outsider, ognuno a modo loro) e ci viene anche rivelata l’identità degli assassini e il loro movente. Questo romanzo è davvero brillante, scritto meravigliosamente e struggente. Affronta anche temi delicati come il terribile Articolo 438 del Codice Penale turco, che concedeva pene ridotte per gli stupratori di prostitute e che fortunatamente fu abolito nel 1992 grazie al movimento delle donne, e l’esistenza del Cimitero degli Abbandonati, dove coloro che non hanno alcun familiare o sono stati rinnegati dalla propria famiglia vengono seppelliti. Per aver esposto il lato oscuro della Turchia, l’autrice è sotto indagine e censurata nel suo Paese e ora vive a Londra. Ecco una citazione dal libro:

«Nalan la nostalgica credeva che in questo mondo esistessero due tipi di famiglie: i parenti della famiglia di sangue e gli amici, la famiglia d’acqua. Se avevi la fortuna di avere una famiglia di sangue gentile e amorevole, potevi ringraziare la tua buona stella e godertela il più possibile, ma nel caso così non fosse, c’era ancora speranza: le cose sarebbero potute migliorare quando saresti stato grande abbastanza per lasciare la tua amara casa.

Per quanto riguardava la famiglia d’acqua, questa si formava molto più avanti nella vita e, in buona parte, la creavi tu. Anche se era vero che niente poteva rimpiazzare un’amorevole e felice famiglia di sangue, nel caso questa fosse assente, una buona famiglia d’acqua avrebbe potuto lavar via la sofferenza e il dolore che si era accumulato dentro come fuliggine. Quindi era possibile che i tuoi amici avessero un posto caro nel tuo cuore e che occupassero uno spazio più grande di tutti i tuoi familiari messi insieme. Ma chi non aveva mai provato cosa significasse essere disprezzati dai propri parenti, non lo avrebbe potuto capire nemmeno in un milione di anni. Non avrebbe mai saputo che, a volte, l’acqua è più spessa del sangue».

2 Dicembre

L’ultimo hacker di Giovanni Ziccardi

Negli anni 90, Alessandro Correnti era “Deus”, uno degli hacker più famosi e rispettati al mondo, che ora è un “avvocato nerd” di Milano, single e che conduce una vita tranquilla. Comincia a lavorare su un caso di pedopornografia che coinvolge un famoso architetto e al contempo una sua amica lo contatta per chiedergli un aiuto tecnologico su un caso di contrabbando di cani dall’Europa orientale all’Italia apparentemente gestito dal crimine organizzato. Nel frattempo “God”, il vecchio mentore informatico di Deus, lo contatta per invitarlo a una conferenza che di terrà a Milano l’indomani, in cui farà grandi rivelazioni. La conferenza ha inizio ma, appena prima del grande annuncio, God ha un attacco di cuore e muore in sala. Alessandro sospetta che qualcuno a conoscenza dei problemi cardiaci di God abbia indotto la sua morte attraverso un computer per impedirgli di parlare, e così decide di investigare.

Un avvincente e-legal thriller, molto affascinante e interessante. L’importanza di difendere la libertà di parola e di pensiero nonché la privacy delle persone è centrale nel libro. Le tecniche informatiche utilizzate nel libro sono reali e l’autore le ha provate da sé facendo esperimenti o leggendo articoli scientifici. È un libro del 2012 e negli anni la tecnologia digitale è andata ancora avanti, ciononostante il libro è ancora molto attuale. Ecco una citazione dal libro:

«Deus. Ricorda. Il ciberspazio è la cosa più potente mai creata. È l’unica tecnologia che ha la capacità diretta di cambiare i comportamenti dell’uomo, di modificare le abitudini, di creare vite parallele che sembrano virtuali ma sono reali, di smuovere il pensiero dell’essere umano. Ed è l’unica cosa che non può essere fermata. È un sogno che stiamo realizzando. Combattendo. E le battaglie che ci aspettano sono ancora tante. E non possiamo abbandonarle, non possiamo mollare proprio adesso. Dobbiamo reinventare la politica. E dare a tutti l’accesso alla conoscenza. E potenziare la democrazia con la verità. Tu hai la capacità di essere il più grande innovatore che ci sia mai stato. E spero che tu vada avanti».

3 Dicembre

Il peso dell’inchiostro di Rachel Kadish

Due linee temporali. Nella Londra dei giorni nostri Helen Watt e Aaron Levy trovano un carteggio risalente al XVII secolo, una scoperta inestimabile non solo come documento storico, ma anche come testimonianza della vita degli ebrei nell’Europa dell’Inquisizione e del falso complotto papista. Nel XVII secolo veniamo invece a conoscenza della storia di Ester Velasquez, un’affascinante giovane donna ebrea di grande intelligenza e desiderio di sapere, che però non può essere soddisfatto poiché, in quanto donna, non le è permesso studiare. Così si intrecciano le due linee temporali e pian piano si snodano varie matasse che appassionano e coinvolgono. È un romanzo che chi ama i libri e la storia dovrebbe leggere. Ecco una citazione dal libro:

«Talvolta un’anima deve accontentarsi, purificarsi e ardere dentro, senza ricevere tutto ciò che desidera.»

4 Dicembre

La grotta di cristallo di Mary Stewart

In questo libro, il primo di una trilogia, Myrddin Emrys (Merlino) è ancora un bambino. Nipote bastardo di uno dei re della Gran Bretagna e figlio della principessa Niniane, viene spesso schernito e alienato dagli altri, specialmente perché il rifiuto della madre di confessare il nome del padre ha convinto tutti che Myrddin sia il figlio del diavolo. Sin da giovanissimo, Merlino inizia a “vedere cose” e dal suo maestro Galapas impara l’uso delle erbe medicinali, le leggi naturali e molto altro. Nonostante la sua innocuità e il suo disinteresse per politica e potere, viene considerato una minaccia per il trono ed è costretto a fuggire per salvarsi la vita. Durante il suo esilio perfezionerà le sue arti magiche e comincerà a gettare i semi della leggenda arturiana. Il primo libro della trilogia si conclude con la nascita di Artù. Ecco una delle mie citazioni preferite tratte dal libro:

«Mio Signore, quando si cerca […] quello che io sto cercando, bisogna guardare in luoghi strani. Gli uomini non possono mai guardare il sole, se non cercando, in basso, il suo riflesso nelle cose della terra. Se si riflette in una pozzanghera sporca, è sempre il sole. Non c’è nessun luogo in cui io non guarderò, per trovarlo.»

5 Dicembre

December 5th

The Help by Kathryn Stockett

The Help is a choral historical novel with three main characters, two black women and one white girl living in the segregated Mississippi during the ’60s. Aibileen works as a maid for Elizabeth’s family and looks after little Mae Mobley. Minny’s a fantastic cook but always gets in trouble for speaking up. Skeeter is the young daughter of a plantation owner; she dreams to become a writer and is obsessed to find out why her beloved nanny suddenly left her family. Nobody would have thought that these women would become friends, especially in Jackson, one of the American towns with the highest rate of hate crime at the time, and yet out of necessity they start working together on a very brave, but also extremely dangerous, project. Apparently, this book was rejected by more than fifty literary agents before Susan Ramer agreed to take Stockett on as an author. Since then, it’s been published in over forty languages, and a movie based on it hit the cinemas in 2011. Here’s a quote from the book,

 ‘All my life I’d been told what to believe about politics, coloreds, being a girl. But with Constantine's thumb pressed in my hand, I realized I actually had a choice in what I could believe.’

December 6th

La parte più tenera di Ruth Reichl

Il memoir della scrittrice e critica gastronomica Ruth Reichl è un gioiellino. Attraverso le sue esperienze con il cibo e la cucina, l’autrice condivide la sua vita: la sua infanzia con la madre maniaco-depressiva e un padre “rassegnato”, il collegio francese in Canada dove ha avuto la sua prima autentica esperienza culinaria, il suo lavoro di cameriera in un ristorante e la sua esperienza di cuoca in una caffetteria “anarchica” e così via. Una eccezionalmente dotata cuoca e scrittrice, la Reichl cattura i lettori con la sua storia coinvolgente, schietta e profonda e la sua scrittura magnetica, elegante e piacevole. Si legge più come un romanzo (o una favola) che come un memoir, per via dello stile delicato e della struttura che lo rende un libro da assaporare (insieme alle ricette fornite) e in cui perdersi. Una lettura perfetta per una piacevole notte d’inverno con una tazza di cioccolata calda e una comoda poltrona. La Reichl racconta che scoprì presto che «il cibo può essere un modo di dare senso al mondo» e che «stavo lentamente scoprendo che se guardavi le persone mentre mangiavano, potevi scoprire chi erano».

December 7th

Inquietudine di William Boyd

Quando Ruth scopre che il vero nome della madre non è Sally Gilmartin ma Eva Delectorskaya, ne rimane naturalmente scioccata. Perché sua madre ha atteso tutto questo tempo per dirglielo e perché ora? Perché sua madre si sta comportando in modo strano, come se fosse paranoica? Ci sono davvero ex spie che stanno cercando di ucciderla? Mentre Eva racconta a sua figlia, e a noi, la sua vita da spia, anche Ruth si ritrova a confrontarsi con le scelte del proprio passato.

La storia di Eva è avvincente e lei è un personaggio estremamente affascinante, coraggioso e intelligente. Un altro di quei libri che non si riescono a mettere giù per le vacanze di Natale. Ecco una citazione dal libro:

«Me ve stavo lì in cucina, a guardarla fissare i campi cercando la sua nemesi, e all’improvviso ho pensato che le vite di tutti noi sono così, che questa verità si applica a tutti noi, che ci rende quelli che siamo, la nostra comune mortalità, la nostra comune umanità. Un giorno qualcuno verrà e ci porterà via: non devi essere stato una spia, ho pensato, per sentirti così».

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