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The Books' Whisper

Literary Consultant and Scout
The Book of Longings (Eng/Ita)

The Book of Longings (Eng/Ita)

The Book of Longings is an historical novel about Ana, the fictional wife of Jesus who comes from a wealthy family and dreams of becoming a “voice”, of writing the stories of brave and daring women in history and mythology, so that they can be known (she’s one of them themselves). The author of this historical novel is Sue Monk Kidd, whose book The Secret Life of Bees became a literary phenomenon in 2002.

When I read the blurb before publication, I was greatly excited about this book but though I enjoyed it, unfortunately I didn’t like it as I expected.

The best sections to me are the ones when Ana is not with Jesus. At her family’s house, Haran’s palace and the Therapeutae she’s more authentic, she’s daring, she lives her dream (even if it’s not easy and she’s often in peril), she’s where she’s meant to be in order to learn her lessons and do what she’s meant to do. Those sections­ – especially the ones concerning Ana, her aunt, Tabitha, and Diodora – to me were also the most interesting and catchy, and I like the sisterhood feeling they radiate, it’s genuine and inspiring.

BUT…

I found the sections with Jesus boring and irrelevant. It’s as Jesus has been brought in the book like a celebrity is invited to a show in order to attract a wider audience, but then his performance disappoints the public. Kidd explains in a note that she wanted her Jesus to be fully human, and that’s okay, the problem is that he’s not credible. At the beginning, when he tells Ana he’s not sure God had plans for him and so decided to get married, he sounds like a businessman having a middle-age crisis, he’s flat and his appearance in the book is so sporadic you almost forget about him. I also agree with other reviewers that what really counts in this story is Ana and her approach to the world she lives in, and with an anonymous husband the story would’ve worked just as well, if not better. I appreciate Kidd’s research and purpose, but Jesus is just not credible. Yes, she wanted to present the human Jesus and not the religious one, but you cannot really separate one from the other, as people who have a call to change the world like Jesus had, live, breathe, and are imbued with their mission, it doesn’t matter if it’s a spiritual mission or a “material” one (i.e. building hospitals in developing countries). Also, if Jesus had a wife (which to me is possible), it probably would’ve been Mary Magdalene or someone as devoted as she was, a woman who shared the same mission and faith. Ana admits she’s not devout to God as he is, she doesn’t really believe in her husband’s call and doesn’t have faith in him, she’s clearly happier when she’s with other women and can write, and most importantly she has her own goal, that of being a voice. Here’s another difference: she wants to write to be remembered (personal gain), he wants to bring Love in people’s hearts (selflessness). They’re too incompatible for their marriage to be credible.

In conclusion, Kidd is a talented storyteller and writer, and her descriptions of women and sisterhood is heart-warming and inspiring, but in my opinion this novel could’ve been much better if she hadn’t put Jesus in the picture and had just focused on Ana and her growth as a modern woman and writer in a society so hostile to women.

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The Book of Longings è un romanzo storico su Ana, la moglie immaginaria di Gesù proveniente da una ricca famiglia e col sogno di diventare una "voce", di scrivere delle donne coraggiose e audaci della storia e della mitologia affinché le loro storie vengano conosciute (anche lei è una di loro). L'autrice di questo romanzo è Sue Monk Kidd, il cui libro La vita segreta delle api è diventato un fenomeno letterario nel 2002.

La presentazione che lessi prima della pubblicazione mi stuzzicò moltissimo, ma nonostante questo libro mi sia piaciuto, purtroppo non mi ha conquistato come mi sarei aspettata.

Le parti migliori a mio parere sono quelle in cui Ana non è insieme a Gesù. Quando si trova nella casa di famiglia, nel palazzo dello zio Haran o dalle Therapeutae, Ana è audace, vive il suo sogno (anche se non è facile e si trova spesso in pericolo), si trova insomma dove dovrebbe essere per imparare le sue lezioni e fare quello che è destinata a fare. Quelle parti del libro (soprattutto quelle che riguardano Ana, la zia, Tabitha e Diodora) sono state per me le più interessanti, ed emanano una sorta di “senso di sorellanza” autentico e motivante.

MA…

Ho trovato le parti del romanzo in cui è presente Gesù noiose e irrilevanti, come se Gesù fosse stato inserito nel libro alla stregua di una celebrità invitata a un evento per attirare un pubblico maggiore, ma la cui performance è deludente. La Kidd spiega in una nota che ha voluto rappresentare un Gesù totalmente umano, e questo va bene, il problema è che non è credibile. All’inizio, quando dice ad Anna che non è sicuro che Dio abbia in serbo un piano per lui, sembra un uomo d’affari in crisi di mezza età, è un personaggio piatto e appare così sporadicamente nel libro che ci si dimentica quasi di lui. Concordo anche con altre recensioni secondo cui ciò che conta davvero in questo libro è la storia di Ana e come si rapporta al mondo in cui vive, e con un marito anonimo la storia avrebbe funzionato ugualmente, forse sarebbe stata addirittura migliore.

Apprezzo le ricerche fatte dalla Kidd e il suo scopo, ma Gesù non è credibile. Certo, ha voluto rappresentare il Gesù umano e non quello religioso, ma non si può separare l’uno dall’altro, poiché le persone che sono chiamate a cambiare il mondo come Gesù, vivono, respirano e sono imbevute della loro missione, che sia spirituale o materiale (come ad esempio costruire ospedali nei Paesi in via di sviluppo). Inoltre, se Gesù avesse avuto una moglie (cosa per me possibile), sarebbe stata probabilmente Maria Maddalena o una donna con la stessa devozione. Ana stessa ammette di non essere devota a Dio come lui, non crede davvero nella chiamata del marito e non ha fede in lui, è chiaramente più felice quando è con altre donne e può scrivere, e soprattutto ha il suo obiettivo, quello di essere una voce. Ecco un’altra differenza: Ana vuole scrivere per essere ricordata (guadagno personale), Gesù vuole portare la pace nel cuore delle persone (altruismo). Sono troppo incompatibili perché il loro matrimonio sia credibile.

Per concludere, la Kidd è una narratrice e scrittrice di talento, e le sue descrizioni delle donne e della sorellanza sono toccanti e di grande ispirazione, ma secondo la mia opinione questo romanzo sarebbe stato migliore se non avesse incluso Gesù e si fosse invece concentrata su Ana e la sua crescita come donna e scrittrice moderna in una società tanto ostile alle donne.

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